“Volare potrebbe non essere tutto rose e fiori, ma il divertimento di per sè vale il prezzo.”  (Amelia Earhart)

L’acrobatica aerea nasce come pratica circense ed è divenuta celebre grazie alle performance del Cirque du Soleil. Si incentra sull’unione dell’eleganza della danza alla potenza e grinta della ginnastica artistica, sfidando la forza di gravità con evoluzioni in aria.  L’acrobatica aerea è molto divertente ma è anche impegnativa: richiede costanza, voglia di superare i propri limiti e le proprie paure, resistenza all’allenamento e spirito creativo.

L’attrezzo che noi utilizzeremo nel nostro laboratorio sarà il tessuto aereo e si partirà da un livello base.

A differenza di quanto si potrebbe pensare, è una disciplina molto sicura: bisogna conoscere la giusta tecnica per attorcigliarsi il tessuto in torno al corpo e non si corrono rischi! Con l’utilizzo di precise tecniche si controlla il bilanciamento del proprio peso e l’utilizzo dei tessuti, permette di avere la certezza di non cadere, anche se all’apparenza potrebbe sembrarvi il contrario.

I benefici dell’acrobatica aerea sono molteplici: tonifica i muscoli in modo completo, rafforza gli addominali e favorisce l’allungamento della colonna vertebrale. Inoltre aiuta a vincere il senso di vertigine e incrementa il senso dell’equilibrio e dell’orientamento nello spazio.

Ma la disciplina aerea non si limita a questo: ritengo si tratti di una vera e propria forma d’arte. Le acrobazie prevedono la totale presenza dell’acrobata sia mentale che fisica: aiutano a esprimersi meglio con il corpo e con la fluidità dei movimenti e sviluppano la consapevolezza della stretta connessione fra equilibrio fisico ed equilibrio interiore. Esiste, dunque, un rapporto intimo tra pensiero e movimento.

L’acrobatica aerea è disciplina creativa, armonica e formativa che permette di sfidare la gravità, di conquistare l’altezza e la fantasia di volare, tutte esperienze che, a mio avviso, permettono di mettere in gioco il proprio vissuto in modo non verbale.

Le discipline aeree evocano un immaginario comune, l’arcaico ed eterno desiderio umano di spiccare il volo; esercitano un fascino particolare, probabilmente anche per il pericolo che implicano. Salire verso l’alto nella storia dell’uomo è sempre stato ritenuto fondamentale per la crescita interiore, individuale e collettiva, e non a caso tutti i luoghi di ricerca spirituale erano costruiti su alture e difficili da raggiungere.

Un consiglio che mi sento di dare a chi volesse intraprendere questa disciplina sportiva è quello di combattere. Credete in ciò che amate. E ricordate che, perfino chi non soffre di vertigini, teme altezze notevoli.

Guardare dall’alto è una sensazione straordinaria, forse impossibile da spiegare.

“Finora non avevo ancora veramente vissuto! E’ nell’aria che si sente la gloria di essere un uomo e di conquistare gli elementi. C’è una squisita fluidità dei movimenti e la gioia di planare nello spazio.” (Gabriele d’Annunzio)

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